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SGOMMÒ


Pubblicato il 07.12.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


C’era chi arrivava con la Fiat 1400 nera del papà avvocato, chiesta per una finta gita con amici e chi, con qualche ambizione in più, si schiera con una 600 preparata, magari troppo, tanto da rischiare la squalifica. Ma ci sono anche quelli, figli di papà, che arrivavano all’Aerautodromo per il Campionato Universitario, con macchine più serie, tipo Aurelia B20, Fiat 8V e Giulietta Sprint Veloce. Divisi per raggruppamenti e via! Prove libere e poi gare, una dopo l’altra, con un campionario di auto davvero stravagante e uno spettacolo vero e inatteso. Le corse sono corse e il lunedì i padri cui era stata sottratta l’auto con l’inganno, scoprono che, inspiegabilmente, hanno le gomme completamente lisce! E Sgommò sa cosa significa…
Quello del Campionato Universitario all’Aerautodromo, negli anni 60, era un appuntamento magico perché permetteva davvero a tutti di essere piloti in pista. Lo permetteva anche perché bastava una semplice Licenza Sociale, rilasciata dal locale ACI, la benzina nel serbatoio, una simbolica tassa di iscrizione ed un casco. Poi via a divertirsi. E, soprattutto, a scoprire il bello della gara ed avere il desiderio di diventare piloti. Una porta di ingresso, in altri termini…
Ecco, amici miei, oggi tutto è diventato così difficile e costoso che i ragazzi fanno prima a fare i videogiochi sul telefonino. Ma volete mettere un videogioco che non ha né l’odore del motore bollente e dell’olio di ricino, né stridore di gomme, né l’emozione di una frenata tirata lunga e, perché no, di un testacoda e una bella toccata, con una vera gara?
Lo voglio suggerire ai grandi capi dell’Autodromo di pensare a come riportare la passione in pista con corse di questo tipo, magari sponsorizzate da un produttori di videogiochi. Non si sa mai, l’unione fa la forza.

  

 

Pubblicato il 15.10.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


Al Vecchio, come lo chiamavano di nascosto a Maranello, il motore posteriore non piaceva: “i buoi tirano il carro, mica lo spingono” amava dire Enzo Ferrari, ma i successi dei ragnetti inglesi Cooper e Lotus gli davano da pensare. Nel 60 si decide, fa fare una macchina a motore posteriore, davvero brutta, una cosa che faceva pensare che volesse fare dispetto al volgere della storia. Si chiamava 246P dove P non era per prototipo ma per posteriore. Guarda, guarda, dove fu collaudata, perfino gareggiando, questa prima F1 a motore posteriore della Ferrari? A Modena, naturalmente, all’Autodromo dove anche Enzo veniva a vedere gli sviluppi. Bisogna sapere che la Formula 1, quell’anno, correva col motore 2500cc aspirato ma nel 1961 la Formula 1 avrebbe avuto un nuovo regolamento con motori di appena 1500cc, quelli della Formula 2. Così Ferrari fece produrre anche una versione 1500 della 246 che si chiamava 156. I risultati furono più positivi in questo caso mentre la 246 aveva un po’ di fiatone nel cercare di stare dietro alla classica 256 a motore anteriore. Lo vedemmo anche a Modena, al nostro Gran Premio, con Von Trips che stava dietro a Rich Ginter con la monoposto tradizionale. Ma era solo un’impressione: l’esperienza del 1960 portò la Ferrari a presentare, nel 1961, quella magnifica Formula 1 battezzata Shark Nose (muso/naso da squalo) che dominò.

Foto: Von trips al Gran premio di Modena del 60 alla guida della prima Ferrari a motore posteriore che, come si vede nella foto a colori, è dietro alla tradizionale a motore anteriore. Poi guardate Ferrari e Chiti come studiano la monoposto durante i collaudi. Quello era il simulatore di allora!!!

 

  


 

 

Pubblicato il 01.10.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


Ma chi non lo ricorda quello scarafaggetto verde con le righe bianche sul cofano e il motore Climax montato posteriormente, che fece impazzire Enzo Ferrari alla fine degli anni 50? Più che la macchina ci si ricordano le rigone bianche che la Mini aveva rifatto sulle sue versioni Cooper. Ma tutto questo non centra con i ricordi di Sgommò. La T45, infatti, montava un motore fatto per una pompa idraulica, appena 2200 di cilindrata quando la Formula 1 aveva i 2500 e tutte le squadre avevano il motore anteriore. Enzo Ferrari, coi suoi supermotori, non tollerava che quella strana macchina potesse battere le sue. Ma siccome era intelligente e scaltro, inventò di donare dei vecchi motori 2500 quattro cilindri della Supersqualo ad una scuderia di Lodi che partecipava alle gare nel nome di Castellotti da poco scomparso. Era un modo per verificare l’efficacia del motore posteriore senza esporsi. La Scuderia aveva comprato due T45 senza motore e cambio, per montare i quattro cilindri dii Maranello completata di un cambio Colotti, Le due T45, dipinte di rosso e battezzate affettuosamente Eugenio in ricordo di Castellotti, fecero una stagione davvero pessima. Per la stagione 63 il quattro cilindri era stato portato a 3000cc per gareggiare nella formula intercontinentale. Mettere insieme il motore di una marca, il cambio di un’altra e il telaio di un’altra ancora, evidentemente non fu facile. Il pilota più reputato del team era Giulio Cabianca, 37 anni, dominatore con la OSCA in decine di gare in salita e in pista e già esperto di Formula 1. Fu lui a fare il collaudo della monoposto all’Aerautodromo di Modena. In pista era da solo e il sibilo del motore squarciava l’aria di un giorno feriale modenese come tanti.
Il test era di routine, al punto che gli addetti ai lavori di manutenzione avevano lasciato aperto il grande cancello che dava sulla via Emilia. Un cancello aperto proprio alla fine del rettilineo opposto alle tribune. Uno sciagurato errore.
D’improvviso la giornata tranquilla si trasforma in tragedia. Non si saprà mai se un problema al cambio abbia impedito la scalata delle marce o se i freni, d’improvviso, siano mancati. Fatto sta che Cabianca e la sua Cooper rossa, invece di voltare infilano il cancello e colpiscono un taxi e alcuni motociclisti di passaggio prima di schiantarsi contro l’edificio della Carrozzeria Oelandi. Morto il pilota e morti tre degli investiti. Un dramma senza spiegazioni che segnò la fine della Scuderia Castellotti. Che storie, ve lo immaginate adesso una Formula che esce per strada? Cose da Sgommò.

 

  


 


Pubblicato il 19.09.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


Lo spiego io agli americani della Formula 1 di oggi, come si fa a far correre il pubblico alle gare! Dovrebbero prendere esempio dall’Aerautodromo quando nel 1961 riempì ogni genere di posti per il suo ultimo gran premio di Formula 1. Formula 1 vera, non per scherzo!
Oggi tutti impazziscono per Hamilton o hanno simpatia per Kimi e adorano il sorridente Ricciardo. Allora la grande star era Moss, sì Stirling Moss, ma poi c’erano Bonnier, Von Trips e altri campioni molto amati.
Cosa fece allora l’Autodromo con un’idea geniale? Invece di fare i soliti manifesti con le macchine e con la scritta Gran Premio di Modena, tappezzarono la città, e non solo Modena, con piccoli manifesti colorati che dicevano solo “Moss a Modena” o Von Trips, Bonnier e altri famosi presentati allo stesso modo. Modena non aveva solo una corsa, aveva i campioni che il pubblico vuole, campioni che venivano per animare la gara proprio qui.
Oggi si parla tanto di come comunicare. Sgommò suggerisce ad alcuni guru della pubblicità di guardare a come, con geniale abilità, i modenesi avevano agito sulle corde più sensibili della passione. Bravi!
A, a proposito, Moss vinse con la sua Lotus Climax 18/21. La ciliegina che tutti aspettavano.

 

  


 

 

Pubblicato il 31.08.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


A vederli così, tutti con la tuta nera e quei caschetti a zucchetto che servivano a ben poco, i piloti di moto mi facevano un pò paura, sembravano cattivi. Ma era solo perché nel loro sguardo c’era sempre la consapevolezza di rischiare davvero tanto. E quanta gente veniva a vederli correre qui a Modena, all’Aerautodromo, nella gara di apertura di stagione, in marzo. Anche se la gara valeva solo per il campionato italiano, arrivavano anche tanti stranieri, e importanti pure. Era una buona palestra per cominciare la stagione e misurare la competitività, e poi Modena è speciale, col suo pubblico e col suo cibo.... Che bella l’ultima gara, nel 72, con Agostini che vince e saluta il pubblico che poteva vederlo lungo tutto il tracciato, una meraviglia. E che peccato che poi sia finito tutto. Sono contento, oggi, quando vedo tanti motociclisti che vengono a girare, perfino Dovizioso, discretamente, da privato…Chissà che un giorno non rivediamo anche le gare!
Comunque, per tornare a Sgommò, gente come Walter Villa, Renzo Pasolini, Marco Lucchinelli e perfino Phil Read e Mike Hailwood, per non parlare del suo nemico di sempre, Giacomo Agostini, che sgomitavano per vincere sulla nostra pista, davano uno spettacolo impagabile. Ne sanno qualcosa, e non lo hanno certo dimenticato, quelli che riuscirono a entrare… ogni volta si faceva un pieno tale da essere obbligati a chiudere i cancelli per tutto esaurito!

 

  



 

Pubblicato il 30.07.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


C’era un posto che adoravo all’Aerautodromo, era la tribunetta del Circolo della Biella. Di lì si vedeva perfettamente la frenata in fondo al rettilineo di partenza e la bella esse dove i piloti facevano la differenza. Tutte le volte che potevo, io ero lì. Spesso anche da solo, nelle giornate di prova senza pubblico. La tribunetta era piccola, potevano starci venti o trenta persone al massimo. Vi lascio immaginare cosa ho provato il giorno in cui, proprio su quella tribunetta, si è schiantata la Ferrari di Eugenio Castellotti provocandone la morte. Soprattutto cosa ho provato vedendo che l’auto era volata esattamente dove stavo abitualmente io!
L’unica foto che è rimasta, ho cercato ma non ne ho trovate altre, fa capire solo in parte l’incredibile volo della monoposto. Era il 14 marzo e la stagione era iniziata a Buenos Aires con la vittoria della Maserati. La stessa Maserati, la 250F, aveva stabilito anche il record all’Aerautodromo. Le Ferrari non andavano - nell’intero anno non vinceranno neppure uno dei GP mondiali - ed era stata organizzata questa sessione di prove per verificare gli sviluppi della vettura.
Eugenio era un bel ragazzo, ricco e di successo e non aveva sorpreso il suo fidanzamento con la più attraente delle soubrette degli spettacoli di rivista che andavano di moda in quegli anni senza televisione. Delia teneva spettacolo a Firenze, Eugenio era là la sera prima. L’autostrada da Firenze a Bologna non c’era ancora e bisognava fare Futa e Raticosa, un viaggetto non da poco. Lo spettacolo di Delia, per giunta, finiva tardi.
Sono solo indizi, nessuno ha potuto stabilire se l’incidente abbia avuto un’origine tecnica o sia stato frutto di una cattiva valutazione del punto di frenata col cordolo che si trasforma in trampolino. Eugenio morì sul colpo. La sua più bella vittoria quella della Mille Miglia del 1956. Troppo poco per un talento rimasto inespresso. 

 

  

Dida: 14 marzo 1957: la Ferrari di Castellotti finita proprio sulla tribunetta del Circolo della Biella. (Wikipedia)
Eugenio Castellotti con Delia Scala



 
 

Pubblicato il 12.07.2018

 

 

 


 

 

 

 

 


Ebbene, sì, posso raccontare delle cose che sembrano inventate. Ma sono vere e sono successe qui, a Modena, all’Autodromo che tanto è servito a far diventare questa città una capitale mondiale dei motori. C’era un lungo muro di mattoni rossi che chiudeva alla vista di chi passava sulla via Emilia, le due piste che facevano da autodromo e da vera e propria pista di atterraggio. Di qui il nome di Aerautodromo di Modena. Passando si sentiva solo il rumore delle macchine in prova e veniva una gran voglia di vederle... Ecco come nasce la passione! La pista che non arrivava a due chilometri e mezzo, non era facile e, magia, si vedeva tutta. Partiva nella zona della torretta di controllo degli aerei, quella che ancora oggi si può vedere coi suoi quadrettoni di segnalazione. Rettilineo con bella tribuna e, alla fine, una difficile esse, la Variante Stanguellini, luogo preferito dai veri appassionati. Proprio lì, all’esterno, c’era la tribunetta riservata al Circolo della Biella. Un posto perfetto e privilegiato per vedere prove e gare. Poi un breve dritto e una difficile curva a sinistra, senza riferimenti né vie di fuga (allora non si sapeva neppure che avrebbero potuto esistere). Lungo rettilineo opposto a quello di partenza, frenata secca per una curva a 90 gradi che portava, dopo un breve raccordo, alla curva più ampia che tornava al via. In qualche occasione si è tentato anche l’uso delle lunga fettuccia diagonale usata per decollo e atterraggio degli aerei. Ma era troppo pericoloso e l’idea venne abbandonata.
Cosa succedeva all’Aerautodromo di Modena? Di tutto: prove, tante, tantissime e poi gare, gare amatoriali e più importanti. Ci corse anche la formula 1 coi campioni di allora: Moss in testa, e le moto, perfino con Agostini.
Passo passo vi racconterò tutto. Devo dirvi che io c’ero? Ma certo, come avrebbero fatto a correre senza di me... Vi aspetto. Il vostro Sgommo in versione... Sgommò.

 

 

 

Pubblicato il 10.05.2018

 

SGOMMA TU CHE... SGOMMO ANCH'IO AL MOTOR1DAYS!

"Ho appena finito un giro nel paddock... è meglio di essere al Salone di Ginevra! 
Continuano ad arrivare auto per le prove in strada e in pista del Motor1.com di sabato e domenica. Ci sono anche dei superfuoristrada per le prove off road sulla nostra speciale pista e le altre te le puoi godere in strada e perfino in pista. Mi sono informato: mi hanno consigliato di registrarmi sul sito. Ma come, io Sgommo, devo registrarmi per un evento a ingresso libero? Mi hanno spiegato che ci sarà molta gente, c’è pure l’area bambini, per cui la prudenza non è mai troppa. Bisogna dire che Alessandro Lago e Andrea Farina, i due boss di Motor1 sono proprio uomini di successo, pensate che passeranno molta parte del loro tempo nel tendone delle dirette per testimoniare in rete tutto quello che succederà. Spero che invitino anche me così potrò fare ciao, ciao alla mia mamma che è fiera di quello che facciamo qui all’autodromo. Vi aspetto!

 

 
 
 

 

 

Pubblicato il 20.04.2018

 

CHE BOMBA! ROBA SERIA LA HURACAN SUPERTROFEO 

"Ci pensate? 640 cavalli diviso due ruote motrici, sono 320 per ruota, cioè per gomma, cioè per me che mi becco delle accelerate che mi lisciano le costole… Però sono contento: la Super Trofeo di Lamborghini, quella vera, la Huracan da corsa, che potrebbe schierarsi ad ogni gara, qui all’Autodromo tutta per noi. Bella, blu, con la sicurezza di quelle macchine che sanno come fare ad andare forte. Adesso sono già arrivati i primi a provarla. Per me, tra un po’, ci sarà la lista d’attesa. Ma vi rendete conto, poter arrivare e, dopo un bel briefing, mettersi al volante come un vero pilota? Oppure, e io credo si divertano anche di più, sedersi di fianco al pilota e farsi spupazzare lungo la pista che l’otto volante, al confronto, è acqua fresca… Io sono orgoglioso del mio Autodromo. Ci sono sempre cose nuove e guai annoiarsi. Io poi, a furia di sgommate… lasciamo perdere! Ma comunque sia, vi aspetto."

 
 

 

Pubblicato l'08.03.2018

 

DON RUSPA? DOBBIAMO BENEDIRLO NOI!

"Ciascuno, sulle religioni, ha la propria idea ed è giusto che sia così. Però io penso, nella perfezione della mia rotondità aureolare, che Dio, qualunque esso sia, ce lo portiamo dentro. Se siamo buoni, leali e altruisti lo rappresentiamo degnamente, se siamo cattivi, meschini ed egoisti lo tradiamo completamente. Per questo, quando il 25 marzo Don Sergio Mantovani, incurante degli anni e da sempre innamorato dell’automobilismo, benedirà le auto che verranno all’Autodromo, nella realtà sarà lui a ricevere il sincero riconoscimento di ammirazione e affetto da parte di coloro che amano il nostro sport e l’automobile. Bravo Don Sergio, grazie dell’esempio e della costanza. Se ciascuno di noi si porta dentro il Dio che si sceglie, tu lo hai fatto molto ma molto bene.

 

 

 

 

Pubblicato l'08.03.2018

 

BESTIALE RAGAZZI, DA NON PERDERE IL 17 E 18 MARZO, IL CAMPIONATO ITALIANO DRIFTING. HO INVITATO ANCHE CAROLINA KOSTNER!

“Sarà perché a me piacciono le curve, quelle impegnative oltre che armoniose, ma Carolina Kostner mi piace proprio. Gli sgommoni che vengono il 17 e 18, con le loro supersbandate con fumate annesse, sono giudicati coi punteggi, come capita alla bella Carolina. Sì, dovete sapere che la prima prova del Campionato Italiano di Drifting sarà qui, all’Autodromo, il 17 e 18 marzo. Il King of Italy Drift SuperCup è qualcosa da non perdere: ogni concorrente, con le auto più diverse e variopinte, fa l’esibizione da solo, in pista, coi giudici che gli assegnano un punteggio secondo parametri molto precisi. Punti dopo punti, arriva la classifica finale e si comincia a sentir profumo di Super Coppa. Speriamo di sentire anche profumo di Carolina. Se qualcuno di voi la conosce, provi a convincerla!"  

 

 

 

 

Pubblicato il 30.01.2018

 

LETARGO INVERNALE? COSE D'ALTRI TEMPI, ANDIAMO AL MASSIMO...

“Freddo pungente, un po' di nebbia, certe volte perfino la neve. Devo dire che d’inverno, qui all’Autodromo, divento nostalgico mentre faccio i miei giretti nel silenzio di quella che certi chiamano fiacca invernale. Di solito, infatti, di questi tempi si dormicchia. Ma quest’anno non so cosa sia successo! Non c’ho un giorno tranquillo. Sarà il tempo buono, meno freddo del solito, ma arrivano perfino i motociclisti che, di solito, d’inverno sono merce rara! Poi eventi di ogni tipo: sono arrivati quegli sciccosi di Roger Dubuis, coi loro orologi e le super Lamborghini a girare senza sosta. E poi certi giorni arrivano anche quelli della sperimentazione delle auto a guida autonoma. Io sto alla larga: non ho ancora capito chi, in un domani, mi farà fare quelle belle pieghe dove do tutto me stesso. Spero almeno di fare amicizia con qualche computer un po’ mattacchione...
Torniamo a noi e al nostro inverno 2018: altro che asfalto freddo! Si dice che noi Sgommi perdiamo morbidezza ed aderenza quando la temperatura è bassa, ma non è più vero: siamo caldissimi anche adesso, provare per credere!

 

 
 

 

 

Pubblicato il 21.12.2017

 

"IL PANETTONE? MEGLIO TUTTI IN PISTA A PASQUA. COMUNQUE, QUALCHE PENSIERINO SOTTO L'ALBERO..."

Ricordo che una volta, il giorno di Pasqua, organizzavano la Pasqua del Pilota. E tutti giù a darsi sportellate, altro che stare a tavola a mangiare l’Uovo. Col Natale, niente: tutti attorno al Panettone, che barba! Io sono Sgommo, non Spanettone, al massimo potrei accettare di essere chiamato Smanettone…
Per consolarmi, sotto l’albero di Natale da dove faccio gli auguri a tutti i miei amici dell’Autodromo, ripenso alle cose divertenti capitate sulla nostra bella pista. Immaginatevi una signora americana, 94 anni, che non vedeva neppure fuori dal parabrezza della Ferrari su cui è seduta – come passeggero, per fortuna – che si fa portare a fare degli hot laps tornando ai box coi capelli dritti, ma felice. Una meraviglia che dimostra come la passione non abbia età. Felice anche il ”Dovi” che ogni tanto arriva qui con una strana Ducati, un po’ strada e molto pista, e fa tutte le sue prove di posizione sul dritto, di saponetta sul misto, per studiare ogni dettaglio che gli possa far guadagnare anche un solo millesimo in corsa. Posso dire: una dovizia di dettagli… che spiritoso posso essere! Seriamente, a me Dovizioso piace molto e farei carte false per sgommare con lui, ma non ho… il fianco adatto.
In clima di feste, è bello anche ricordare che ci sono dei papà capaci di educare i figli facendoli divertire. Vi ricordate Andrea Bertolini, supercampione GT con la Maserati e la Ferrari? Bene, è venuto qui col suo figlioletto, un Kart a testa, e via a girare sempre più forte, col bambino che ha presto dimostrato di non avere paura di nulla. Una bella scena e, magari, se dovesse essere perfino più forte del papà, potremmo avere un Verstappen italiano. E come regalo, non sarebbe certo male! Finiamola qui, vado ad attizzare il camino, non vorrei che mi consideraste un vecchio, noioso chiacchierone. Buone feste dal vostro Sgommo!

 

 

Pubblicato l'11.12.2017

 

OFF ROAD? ROCK AND SGOM.

Quando mi hanno proposto di scoprire il Twist, mi è venuto da sorridere: ma come, l’ho perfino ballato con Rita Pavone! Poi mi sono chiesto se non avessi fatto una “figura da Sgommo”. Infatti non mi hanno portato in discoteca, ma nella zona ad est dell’Autodromo dove hanno costruito, quatti, quatti senza dirmelo, l’Area Off Road.
Ma che figata, come si dice qui! Già, perché il Twist è più divertente di quello che ballavo io, con la possibilità di superare con destrezza buche profonde fino a 50 centimetri e lunghe più di un metro. E poi sul percorso, tante altre prove di abilità da affrontare con SUV di ogni modello. Già, perché il tracciato è, in realtà, un doppio percorso dove puoi scegliere se fare le cose più o meno impegnative.

 

Io, preso alla sprovvista e un po troppo gonfio per la prova (nessuna malignità, mi avevano gonfiato da pista...), ho fatto prima quello più facile, evitando di buttarmi giù nella vasca interrata – che, volendo, può essere anche fangosa! – o di scendere tutto storto dalla rampa sopraelevata. Però, poi, ho preso confidenza e mi sono arrampicato sulla rampa e buttato nella vasca interrata, divertendomi come ai bei tempi.
Invece di Area Off Road io propongo di chiamerla Area Rock… ma senza Roll! Mettersi l’auto in testa senza Roll bar non è mai bello e poi, come sempre qui all’Aerautodromo, le cose sono fatte per non andare mai a finire male!

 

Fortunato Sgommo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


TWIST: 6 twist ad altezza variabile - profondità 50cm - lunghezza 120cm. La lunghezza del percorso twist è di 70 metri. Possibilità di corsia sul piano adiacente. 

VASCA INTERRATA: profondità 4mt - lunghezza 32 mt - larghezza totale 5 mt - larghezza interna 2,80mt. Possibilità di guado o vasca di fango. Pendenza ingresso/uscita 29°.

VASCA DI SABBIA: profondità 70cm - lunghezza vasca 14 mt. sabbia a grana fine che consente molto grip pur attivando i sistemi di trazione necessari.

 


 

Pubblicato il 16.11.2017

 

GUIDA AUTONOMA? ALL'AUTODROMO SI PUÒ!

Anche se qualcuno dice di no, Sgommo è sempre molto serio e le cose le racconta come sono.
Questa volta, però, devo essere ancora più serio perché si parla del nostro futuro, un futuro che io occhieggio quando ci sono i test, qui in pista, e devo dire che non sembra neppure troppo lontano.
Già, perché queste automobili intelligenti fanno sul serio. Certo, bisogna metterle nelle giuste condizioni, stanno imparando… ma qui all’Autodromo non scherzano e fanno tutto il necessario per esercitarsi al meglio. Guarda la foto che ho chiamato “caffè”: quando attrezzano la pista per queste prove delle automobili che vanno da sole, ti sembra di essere in autostrada e quella bella freccia a destra sembra fatta apposta per un grill. Peccato che la macchina ha voluto andare dritta, ma io il caffè me lo sarei bevuto: grill o non grill, proprio lì c'è l’ottimo bar del Circuito.
E poi le fanno esercitare nella guida urbana, con tanto di rotonde, piste ciclabili con gli imprevisti che sappiamo, cartelli e parcheggi, pedone che attraversa con l’attenzione di chi non ama più questo mondo. Lì ti rendi conto di come le automobili stiano davvero imparando a sbrigarsela senza di noi… o, meglio, senza di voi perché Sgommo, inteso come pneumatico, per ora non si tocca, chiunque guidi Sgommo è lì, fa il suo lavoro che è quello di rotolare e di non scivolare. Meno male! 

Ma torniamo all’Autodromo di Modena, al “mio” Aerautodromo. Ha attrezzature che nessuno può offrire in Italia che permettono ai costruttori e a chi studia le applicazioni delle nuove tecnologia per la guida autonoma, di capire cosa funziona e quali sono i rischi: si parte da un livello basico dove chi guida continua a fare tutto sapendo, però, che l’auto potrebbe aiutarlo in caso di bisogno. Questo è un modo di sperimentare molto più vicino alle nostre abitudini. Poi ci son livelli gradualmente più difficili, dove l’auto è sempre più autonoma. Senza arrivare al livello dell’autonomia totale, già il percorso attrezzato del quarto livello, fa capire quanto queste sperimentazioni siano avanti: l’auto fa tutto da sola ma deve essere assistita in condizioni particolari, come quella del maltempo. Tutti gli altri livelli sono più semplici ma non per questo meno importanti per poter offrire veramente la guida autonoma senza rischi. Insomma, le Case stanno apprezzando questa opportunità offerta dall’Autodromo. C’è da esserne orgogliosi.

 

NELLA SFIDA... VINCONO LORO.

E non basta: ho fatto una sfida con una di queste macchine che dicono di fare tutto sfruttando le attrezzature dell’Autodromo. Giudicate un po’ voi... Prova di Parcheggio. Non male. Line assist, che poi vuol dire mantenere la riga. Qui sono stato perfetto, quasi meglio della macchina. Pedestrian, cioè non beccare il pedone distratto. Qui l’auto mi ha battuto senza sconti. Fortuna che si è scansato da solo! City Safety, come a dire che c’è un'auto davanti ferma o in difficoltà. Qui ho vinto: aveva bucato una gomma e ho provveduto. Sull’Alert System, che significa riconoscere situazioni di emergenza, mi ha battuto 100 a 0. Lei deve avere qualcuno che la avvisa, io… Anche sul riconoscimento dei segnali stradali mi ha battuto. La volta prossima faccio mettere quello “dare la precedenza alle corriere sulle strade di montagna". Per me, lì ci casca. Nell’insieme non ci ho fatto una grande figura, sigh, ma è l’Autodromo ad averla fatta perché se il futuro è questo, magnifico essere pronti per aiutare nello sviluppo chi sta pensando al nostro domani.


 

 

 

 

Pubblicato il 3.11.2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CHE DIFFERENZA C'È TRA ASTUZIA E FURBIZIA?

Io organizzerei, dopo quelli di Cannes e di Venezia, il festival del cinema dell’Astuzia. Già, perché a vedere il film che ha fatto girare Mercedes per dire che la Ferrari è brava si muove in un’area i cui confini sono labili. Che io ricordi, i primi a usare i complimenti ad un avversario per dire, implicitamente, che loro erano meglio, furono quelli della Renault che, vincendo il Rally di Montecarlo con la Alpine, spodestando la Porsche, uscirono a pagine intere con un annuncio che diceva “Grazie Porsche per averci tanto impegnati!”. Astuti, appunto. D’altra parte con tanta gente che dice che l’automobilismo è troppo serio, qualche strizzata d’occhi ci sta. Ma con prudenza.

Mercedes-Benz Italia: La sfida continua.

 

 

Pubblicato il 26.10.2017

 

DOPO LA FESTA DEI MOTORI, GLI DÒ L'INVESTITURA!

Qualcuno ha messo in dubbio i quarti di nobiltà di Alberto Rasponi. Dobbiamo sperare che lo abbia fatto nel nome di Lord March, decimo duca di Richmond, prima di domenica, spinto dalla più retriva delle esterofilie. Perché domenica, Rasponi, con la sua giornata tutta passione, ha dimostrato che l’Autodromo di Modena può trasformarsi in una sontuosa terra di passione con al centro un Palazzo, quello della Direzione e della palazzina box e, sul retro, un piazzale trasformato in punto di incontro di chi, fuori da ogni speculazione commerciale e da ogni aggressività competitiva, considera ancora l’auto, il Kart e la motocicletta, come piacevoli e divertenti giocattoli da usare con la nobile eleganza di chi non deve dimostrare nulla. Vedere una Lamborghini SuperTreofeo, insieme ad altri gioielli simili, portare in pista ragazzini pieni di emozione, spesso anche meno fortunati degli altri oltre a persone costrette su sedia a rotelle felici dell’insperata occasione, assistere a giri dimostrativi di auto, moto storiche e perfino Kart, senza la paura di una pioggia che da minaccia è anche diventata realtà, accorgerai che il denaro raccolto nell’evento era destinato a fin di bene, e tanto altro ancora, la dice lunga sulla Festa dei Motori del Club motori di Modena. 
Sgomma, Sgomma, ho avuto anch’io il mio da fare. Ma ne è valsa la pena, pensando anche al tantissimo pubblico presente… Organizzazione perfetta sotto gli occhi del Sindaco di Modena Muzzarelli giustamente soddisfatto, tanto che mi viene un dubbio: che Rasponi non si monti la testa coi suoi quarti di nobiltà… perché deve ricordarsi che ogni quarto è costituito da uno dei suoi tanti appassionati collaboratori e soci che si impegnano senza mezze misure per il successo dell'evento. Tanti, ecco perché possiamo dire che Rasponi, e la sua nobile corte, ha più quarti di nobiltà degli autentici nobili.

 

 

 

  

 

 

Pubblicato il 5.10.2017

 

MI PIACEREBBE CHE FACESSERO LORD ANCHE ME...

Lasciatemelo dire, io che sono ricevuto a Castello da Lord March e che so come il Grande Nobile organizza il Goodwood Revival, non posso nascondere la mia ammirazione per l’organizzazione della Festa dei Motori dell’Autodromo di Modena.
Non so quanti quarti di nobiltà abbia Alessandro Rasponi che lo organizza. Ma se la nobiltà le misuriamo in passione, forse batte anche Charles Gordon-Lennox, 11th Duke of Richmond, che, abbreviato, si dice Lord March.
Voi sapete che io dico le cose come stanno. Bene, il 22 ottobre, domenica, venite a vedere cosa fanno in pista e nel paddock con Auto, Moto e kart. Tutti in piega, divertimento e una cura dei particolari che ricorda, appunto, l’Inghilterra. Per esempio i box allestiti come una volta e lo spirito giusto che ci vuole in un vero e proprio revival della passione. Perfino le torte fatte in casa e il giusto piacere della festa.
Rasponi non è solo, anzi, tutto il Club Motori di Modena – che, tra l’altro, ha la sua bella sede nella ex torre di controllo di quello che fu il primo Aerautodromo della città – garantisce i servizi. Vi aspetto alla Festa dei Motori, sarete comunque protagonisti!

 

 
 

 

 

Pubblicato il 22.09.2017

 

BLU FRANCE, BLU CLIO, BLU WILLIAMS

Oggi sono blu. Nessuna sorpresa, voglio imitare le magnifiche Clio Williams che hanno invaso l’Autodromo domenica nel Clio Meeting. Non c’erano solo loro, di Clio preparate e coccolate ne ho viste di tutti i tipi, ma i modelli che portano il nome del vecchio Frank mi hanno emozionato. Bravo Roberto, l’appassionato organizzatore che tra giri in pista, sfilate e premiazioni ha eletto anche la “best in show”, roba da concorsi d’eleganza internazionali. 
Vi ricordate quando la lanciarono la Clio? La pubblicità diceva: “Io? Clio!” Bene, mi sento autorizzato a un piccolo furto: “Io? Clio Williams… perfettamente Sgommata!”
Ciao amici, vi aspetto qui ogni giorno, all’Aerautodromo di Modena ci si diverte al volante... o al manubrio.

 

 
 

 


Pubblicato il 29.08.2017

 

LA PERFEZIONE DELLA BRUGOLA... O FORSE NO?

"Essendo rotondo, appartengo al mondo della perfezione... em, em, lasciatemelo dire.
Però mi consumo, posso desciapparmi o spiattellarmi, magari non reggo bene l’acquaplaning o mi ritrovo con la mescola sbagliata nel momento sbagliato. Insomma, tra far parte del mondo della perfezione ed essere perfetti, ne corre…

Se ci penso, la cosa più perfetta che mi viene in mente, parlando del nostro mondo di “gasati”, è la brugola. Pensate, un pezzo asimmetrico di acciaio temperato a forma esagonale, che funziona da entrambe le parti lasciando all’altra il ruolo di… manico (manico come parte dalla quale tenerla, non manico come te che quando puoi apri tutto!), niente di più. Fu un tizio in America, tale Allen, ad inventarla più di 100 anni fa. Fece i soldi, come il signor Brugola – ecco il suo nome! 
 che la brevettò in Italia prima della guerra. "

 

Sgommo, non allargarti, se fosse perfetta ne basterebbe una!


"Giusta osservazione: non è perfetta perché ne occorre una serie delle diverse misure. Se è per questo, anche le gomme hanno diversi diametri. Ma per gli incontentabili hanno provato ad inventare la brugola universale. Come? Geniale: la testina è fatta di tanti aghi in acciaio che, a pressione, rientrano. Così la testina prende sempre la forma del dado da avvitare o svitare. Già, ma questa è femmina, amico mio. La Brugola è maschia pur essendo…femmina.

 

Bè, non volevo incasinarmi subito parlando di perfezione. La brugola, per me, è perfetta. Se non fosse che la convivenza risulterebbe un po’ difficile, potrei pensare di sposarmela."

 


Pubblicato l'11.08.2017

“Ciao, visto che non devo mettermi al sole perchè sono già abbronzato, ti racconto cosa succederà all’Autodromo in settembre. C’è da divertirsi: ogni giorno in pista e tre weekend da sballo".

 

BENVENUTO SCORPIONCINO

“Il 2 settembre, sabato, grande gasamento con le Abarth e i loro Club. Perché con la 500 è tornato il grande spirito di Carlo Abarth, l’uomo che aveva capito che anche le più piccole avrebbero potuto essere bombe da gara. Le 600, portate a 750 e perfino a 1000cc e le cinquecentine bicilindriche, nelle sue mani e in quelle dei carrozzieri Zagato, erano il sogno di tutti. Il mio Sgomnonno, che era stretto stretto e a fianco alto, anche con tutti quei cavalli non sfigurava. Oggi siamo meglio, per forza, e chi ci sarà lo vedrà!”

 

CLIO, LA MUSA DELLA STORIA, AL LAVORO.

“Non prendetemi per uno che se la tira se ricordo che Clio era la musa della storia. C’è una ragione: il Clio Meeting del 17 settembre raccoglie tutte le Renault Storiche quindi… Sgommo si permette di farsi credere colto (e sottolineo farsi credere…Wikipedia aiuta!). Veniamo a noi: la Renault ha sempre avuto il pallino delle corse - basti pensare che il Turbo, in Formula 1, lo portò lei - ma anche quello di fare automobili sempre diverse da tutte le altre. Sarà un bello spettacolo vedere insieme R5 ed R4 con le Alpine Renault e le Clio Williams e tanti altri modelli che neppure io so. Una giornata alla francese ci può davvero stare…"


BMW DI TUTTA ITALIA UNITEVI: C'È IL BIMMERFEST.

“Mi sento davvero internazionale. Il 24 settembre arrivano quei fortunelli che possono permettersi una BMW. E arrivano agguerriti: sessioni in pista con tanto di transponder per vedere che tempi si staccano. Io sarò lì a ricordare che le pressioni dei noi “sgommi", quando si va in pista, devono essere studiate molto bene: intanto alzarle, per evitare che la spalla possa flettere e andare sotto. Poi capire se la temperatura del battistrada è omogenea. Un lavoretto che richiede pazienza ma che page, sia per i tempi che nei consumi. A proposito, ragazzi. Se dovesse piovere, lavoro opposto, meglio un po’ più morbide..."

 

Pubblicato il 4.08.2017

 

 

Bellezza e nostalgia, sorrido ma con un po’ di tristezza dopo aver visto tante belle Bugatti qui all’Autodromo. Una storia, quella delle macchine azzurre, che nasce da una falegnameria e da uno scultore… Chi lo avrebbe detto?

 

 

 

“Bugatti? Qui all’Autodromo non ci si annoia mai!”

Sono arrivate con un codazzo di supercar di ogni marca al seguito, le rare EB110 che i collezionisti conservano con grande cura. Tutto organizzato da TopSelection, gente sveglia che sa unire la passione alla cultura. Vedere le Bugatti nel paddock è stato molto bello, e ancora più bello. sapere che sarebbero andate in visita allo stabilimento di Campogalliano, oggi tristemente abbandonato, dove furono costruite.
La magica storia di Ettore, finita male durante la guerra, è stata rilanciata più volte ma un povero Sgommo può solo azzardare di dire che, quando l’artista muore, è molto arduo proseguire la sua avventura…





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